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L’orticaria è una patologia cutanea molto frequente. Si tratta di piccoli rigonfiamenti arrossati e irregolari che provocano un intenso prurito. Queste eruzioni cutanee sono molto simili a quelle che si formano in seguito al contatto della pelle con la pianta dell’ortica, da qui infatti ne deriva il nome.
Circa il 20-40% della popolazione mondiale soffre almeno una volta nella vita di questa reazione allergica benigna, la cui risoluzione è generalmente rapida e senza rilevanti conseguenze.
Questa dermatosi, caratterizzata appunto da placche o papule definite pomfi, può localizzarsi su tutto il corpo, comprese parti dell’organismo come l’apparato digerente e l’apparato respiratorio.
 Cause dell’orticaria
Numerose sono le cause dell’orticaria, eccone un elenco:
• Temperatura troppo alta o troppo bassa, eccessivo sole o umidità; • Punture di insetti; • Stress emotivi, ansia; • Allergie a determinati alimenti (come fragole, molluschi, uova…); • Allergie a farmaci (come aspirina, antibiotici, vaccini…) o cosmetici; • Malattie virali; • Eccessivo sforzo fisico; • Allergie da pollini; • Allergie da contatto (es. peli di animali, lattice, nylon…); • Intolleranza a prodotti chimici.
In seguito a una di queste cause, l’organismo libera delle sostanze vasoattive (istamina, bradichinine) e aumenta inoltre la permeabilità vascolare cutanea. Si verifica così una reazione infiammatoria, che si manifesta con l’insorgere di pomfi. Spesso l’orticaria, nei casi più gravi, può sfociare anche nell’angioedema (ovvero il rigonfiamento della cute, delle mucose e dei tessuti sottomucosi, ad esempio può portare al gonfiore del cavo orale ostacolando la respirazione).

Sintomi dell’orticaria
Il primo sintomo in assoluto dell’orticaria è il prurito. Subito dopo compaiono dei pomfi gonfi e rossastri, delle placche in rilievo, tondeggianti e ben limitate, sono infatti localizzati in una zona circoscritta, più raramente si estendono su tutto il corpo.
Le papule sono bianche al centro o rosse ai bordi dove vanno ad indurirsi. Le chiazze rossastre possono unirsi formando macchie più grandi e hanno dimensioni che variano dal millimetro fino a diversi centimetri.
Generalmente il disturbo scompare da solo in pochi giorni, al contrario di quello che avviene nei casi di orticaria cronica, dove può persistere per molti mesi o ripresentarsi più volte.
L’orticaria cronica e l’orticaria acuta hanno le stesse manifestazioni e gli stessi sintomi, si differenziano solo per la loro durata. Si parla di orticaria cronica quando supera le 6 settimane, in caso di durata inferiore invece, si parla di orticaria acuta. Le donne di mezza età sembrano essere i soggetti più predisposti all’orticaria cronica.
Tipologie di orticaria
Oltre alla classificazione per durata (orticaria cronica e orticaria acuta), è possibile individuare tre principali tipologie di orticaria, a seconda della posizione e dell’aspetto dei pomfi:
• Orticaria gigante o edema di Quinke, caratterizzata da tumefazioni edematose localizzate soprattutto sul viso, sugli organi genitali, lingua e laringe. Se l’edema colpisce la glottide può essere fatale; • Orticaria pigmentata o pigmentosa, colpisce soprattutto i bambini e si localizza sul tronco e sugli arti; • Orticaria accidentale, è dovuta al contatto con sostanze irritanti di origine animale o vegetale, i pomfi si localizzano solo nel punto dove è avvenuto il contatto, nei soggetti più deboli possono anche estendersi su tutto il corpo.
Diagnosi e Cura
 Per individuare la reale causa che ha scatenato l’orticaria, è necessaria un’attenta anamnesi. Si interroga il paziente circa gli alimenti ingeriti nell’ultimo periodo, le attività svolte, farmaci assunti, gli eventuali contatti con piante o altre sostanze.
Possono essere utili esami allergologici approfonditi come la VES. Una volta individuata la causa, verrà allontanato immediatamente il cibo, nel caso di orticaria allergica alimentare, il farmaco o comunque la sostanza che ha portato alla comparsa dell’orticaria.
Si procede con cure volte ad inibire i sintomi, si faranno quindi impacchi con acqua fredda per lenire il prurito, si indosseranno abiti leggeri, non applicheremo sulla pelle prodotti cosmetici o farmaci che possono provocare allergie. Nel caso in cui non si riesca ad identificare la causa specifica, la malattia è detta idiopatica. Per lenire il prurito gli antistaminici sono i farmaci più utilizzati, farmaci corticosteroidi (il cortisone) pur tenendo sotto controllo i sintomi, possono provocare effetti collaterali gravi se ne viene fatto un uso prolungato.
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