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L' eritema solare
La parola eritema solare deriva dal termine greco “erythema” e indica un arrossamento della pelle.
È una forma particolare di dermatite dovuta a un’esposizione al sole troppo prolungata nel tempo di una pelle non sufficientemente protetta o abituata.


L’arrossamento della cute, che solitamente colpisce le parti più scoperte e maggiormente delicate come la schiena, il torace, il collo, le braccia, le gambe e il viso, può essere accompagnato da un fastidioso prurito. Nei casi più gravi, può provocare febbre, malessere generale, svenimenti, comparsa di vere e proprie bolle o formazione di rughe assai marcate e zone molto arrossate specie sul viso e sulle mani: una vera e propria ustione di primo grado.

Questo fenomeno colpisce soprattutto i bambini, in quanto la loro pelle è molto sensibile e particolarmente delicata, e i giovani dai 20 ai 30 anni. E’ necessario curarlo subito per evitare ulteriori complicazioni. Solitamente guarisce in 5/7 giorni, nei casi più gravi però sono necessari almeno 10 /15 giorni.
I principali responsabili  dell’insorgenza dell’eritema solare sono i raggi ultravioletti (UVA e UVB) che già dopo venti minuti di esposizione solare provocano rossore cutaneo più o meno diffuso in conseguenza alla dilatazione dei piccoli vasi sanguigni della pelle. In condizioni normali la pelle si abbronza perché i raggi solari stimolano la produzione di melanina che come risposta difensiva conferisce alla pelle un colore più scuro. Nello stesso tempo l’organismo sviluppa un’altra difesa cutanea rendendo lo strato corneo più spesso e resistente. Questi processi fisiologici di solito sono sufficienti a proteggere la pelle dalle infiammazioni. Nel caso di epidermide molto delicata e sensibile, come quella dei bambini, le reazioni dell’organismo alle radiazioni solari possono portare invece alla formazione di eritemi, in forma più o meno grave.
Fino a qualche anno fa si riteneva che la causa principale di questi fastidiosi fenomeni fossero i raggi UVB. Recentemente è stato scoperto che i raggi UVA sono molto più pericolosi: prima di tutto perché sono presenti in maggiore quantità e poi perché riescono ad arrivare facilmente fino al derma, strato intermedio della pelle.
Per prevenire la comparsa di queste irritazioni cutanee occorre partire dall’alimentazione: già qualche giorno prima di esporsi al sole, bisogna scegliere cibi ricchi di vitamina C, E, betacarotene, come: carote, spinaci freschi, peperoni, pomodori, arance, limoni, albicocche, olio d’oliva …
Inoltre, bisogna esporsi al sole in modo progressivo: sarebbe bene iniziare a fare delle belle passeggiate in riva al mare, rinfrescarsi in pineta, esporsi al sole diretto solo in alcune ore del giorno e con un’adeguata protezione solare. L’esposizione al sole può andare ad aumentare con il passare del tempo e rispettando le opportune precauzioni.
Le creme solari ad alta protezione sono da preferire agli abbronzanti superveloci a base di oli, soprattutto nei bambini. La crema va spalmata ogni due ore, va ripetuta specialmente dopo il bagno e va usata sia in caso di cielo nuvoloso, sia nel caso in cui l’individuo sia al riparo sotto l’ombrellone. È assolutamente necessario non esporsi al sole durante le ore più calde della giornata, ovvero dalle 11 alle 15.
La cura farmacologia di eritema solare si effettua solo sotto prescrizione e controllo medico con creme a base di cortisone e/o, a seconda della gravità, con terapia sistemica sempre a base di cortisone. Anche l'omeopatia può fare moltissimo per alleviare i fastidiosi sintomi dell'eritema, con l'aiuto per esempio della calendula.