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L’acne è un disturbo cutaneo tra i più diffusi, che si caratterizza dall’infiammazione dei follicoli pilo sebacei, causata in particolar modo dal batterio acnies proponies. Si manifesta con la presenza contemporanea o in fasi successive di comedoni, papule, pustole o cisti, lasciando talvolta delle cicatrici.
Colpisce soprattutto i giovani a partire dai 12-13 anni ma può presentarsi in alcuni casi anche dopo i 30. Durante la pubertà infatti la secrezione sebacea dovuta agli ormoni sessuali maschili (androgeni) e agli ormoni sessuali femminili (estrogeni) aumenta in modo rilevante influendo sulla pelle. La forma di acne più diffusa è l’acne giovanile che colpisce circa il 60% degli adolescenti e guarisce spontaneamente intorno ai 19 anni, non lasciando cicatrici per il 90% dei casi.
 Le parti più colpite da questo disturbo cutaneo sono il viso, le spalle, il dorso e il petto. Proprio perché colpisce la pelle del viso e perché compare nell’età dell’adolescenza, momento in cui piacere agli altri è importante, l’acne può provocare anche disturbi psicologici, (come depressione, isolamento, perdita di fiducia in sé stessi).
L’aumento dell’untuosità della pelle o seborrea, il “punto nero” o comedone e i “brufoli”infiammati (papule) o con del pus (pustole) sono ciò che caratterizza l’acne, fino ad arrivare a manifestazioni più rilevanti come noduli, cisti e infiltrati flemmonosi.
Il comedone è una dilatazione dell’orifizio dei follicoli, dove nel soggetto affetto da acne si depositano gocce di grasso. Aumenta la secrezione di sebo che viene però ostruito dallo strato corneo del follicolo che diviene più aderente. Il comedone viene chiamato volgarmente “punto nero” dal colore che assume per l’ossidazione dei lipidi contenuti nel sebo a contatto con l’ossigeno dell’aria.
Fasi dell’acne  Possiamo individuare tre fasi di acne. Nella fase iniziale (acne comedonica), il soggetto solitamente di giovane età presenta una pelle spessa e untuosa. I comedoni o “punti neri” sono “tappi” che ostruiscono lo sbocco d’uscita del sebo. Compare così un rilievo cutaneo dato da un rigonfiamento sottostante. Sono gli influssi ormonali che stimolando la ghiandola sebacea, fanno sì che aumenti la produzione di sebo che non riesce a scaricarsi all’esterno. In questa fase iniziale è necessario che la pelle sia ossigenata, drenata e riequilibrata.
La seconda fase è detta anche fase infiammatoria o pustolosa, abbiamo infatti un’infiammazione locale considerevole. La cute presenta numerose pustole che contengono colonie di batteri della pelle che infettano gli orifizi occlusi dal sebo. La pelle in questa seconda fase deve essere disinfettata, disinfiammata e cicatrizzata.
La terza fase è chiamata nodulocistica, in quanto si formano dei noduli ovvero delle espansioni molto dure delle pustole che lasceranno purtroppo anche delle cicatrici. Un caso particolare è quello dell’acne rosacea che si manifesta inizialmente con delle macchie rosse sul viso, segno della dilatazione dei vasi sanguigni e che sfocia in seguito con noduli e pustole. In quest’ultima fase la sola igiene quotidiana della pelle non è sufficiente, meglio rivolgersi ad un medico.
Questo disturbo della pelle ha frequenza diversa a seconda delle origini razziali dell’individuo. Nei caucasici l’acne colpisce un terzo dei soggetti, tra le persone di colore o gli orientali invece è molto meno diffusa.
Si stima che l’acne ha una forte influenza ereditaria, il bambino i cui genitori hanno sofferto d’acne, avrà il 60% di probabilità di soffrirne anch’egli in futuro. Oltre a questo fattore vediamo insieme le principali cause dell’acne.
Cause dell’acne
Alterazioni endocrine In particolari momenti come la pubertà o la menopausa, l’organismo è al centro di modificazioni ormonali importanti, come l’aumento degli androgeni nel primo caso e l’aumento del progesterone nel secondo.
Fattori dietetici
Seguire un’alimentazione con cibi grassi, dolciumi, carboidrati, latticini e alcolici accentua la presenza dell’acne. Lo stress Anche lo stress può favorire l’acne, in quanto incrementa anch’esso la produzione di sebo. Nei periodi di tensione e di stress emotivo l’equilibrio all’interno del sistema ipotalamo, ipofisi e corteccia surrenale e dell’asse ipotalamo, ipofisi e gonadi viene alterato con il rilascio di ormoni attivi che stimolano ulteriormente la ghiandola sebacea.
Cause intestinali Molte volte la stitichezza può essere una causa dell’acne in quanto impedisce l’eliminazione di tossine che si accumulano anche nello strato cutaneo.
Componente psicosomatica Di fronte all’evidente legame tra gli stati di ansia e l’aumento dei disturbi cutanei la componente psicosomatica è considerata oggi un’altra delle probabile cause dell’acne.
Terapia e cure
La terapia da adattare è senza dubbio legata alla fase di acne che dobbiamo curare. Nella fase iniziale, è consigliabile l’uso di prodotti antibatterici per il viso che riducono la produzione di sebo, esfoliano la cute eliminando le sostanze che ostruiscono l’uscita di sebo. I farmaci generalmente utilizzati sono gli antibiotici che aiutano nella fase infiammatoria o pustolosa e la pillola anticoncezionale che riduce sensibilmente la produzione ormonale.
Nei casi più gravi, dove sono rimaste delle cicatrici viene impiegato il laser sia per correggerle sia per ridurre le infiammazioni. Con la “dermoabrasione” invece, il soggetto si sottopone ad un’operazione chirurgica con la quale lo strato superficiale della pelle viene raschiato per eliminare le cicatrici.
Esistono anche delle cure alternative a cui ricorrere. L’omeopatia, l’agopuntura, l’aromaterapia e la fitoterapia (grazie all’uso della Bardana e del Carciofo) sono altresì rimedi validi da utilizzare. L’utilizzo delle erbe migliora il drenaggio delle tossine da parte del fegato e l’acne beneficia dei loro poteri antinfiammatori e decongestionanti.
 Alcuni consigli utili
• Lavarsi il viso con dell’acqua calda, il sebo in eccesso viene eliminato grazie al calore; • Non schiacciare i brufoli e i punti neri, perché potrebbe aggravarsi l’infezione; • Utilizzare saponi con ph acido, in quanto i saponi sgrassanti fanno sì che per reazione venga prodotta una maggior quantità di sebo; • Assumere le vitamine A, C ed E, che nutrono e rinforzano la pelle; • Curare l’alimentazione, evitando cibi grassi, bevande zuccherate ma privilegiando cereali integrali, olio di oliva, frutta e verdura; • L’esposizione al sole può aiutare temporaneamente seccando la pelle ma per reazione le ghiandole sebacee possono produrre più sebo (il cosiddetto “effetto rimbalzo”); • Applicare maschere d’argilla al volto rappresenta un valido aiuto; • Bere molto aiuta a idratare la pelle; • I capelli se non perfettamente puliti possono facilitare le infezioni batteriche, in particolare la frangia può favorire la comparsa di acne sulla fronte; • Si consiglia alle donne di evitare il trucco e creme grasse in quanto contribuiscono ulteriormente ad ostruire i pori della pelle. |