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Infarto "lieve"
Secondo un’indagine condotta dall’ANMCO 80 mila persone sarebbero colpite ogni anno da "infarto lieve", senza accorgersi di niente, non dando troppo peso a quelli che sono i classici sintomi dell’infarto, seppur di entità leggera e di durata breve. Sono tali questi segnali che neppure l’elettrocardiogramma riesce a rilevarli.
L’indagine in questione, condotta su un campione di 2mila pazienti, di età compresa tra i 55 ed i 75 anni, ricoverati in 292 centri cardiologici italiani, è stata presentata a Firenze dagli specialisti dell’Associazione dei Medici cardiologi e ospedalieri. Risultato di questa ricerca indica che solo il 75% dei pazienti che subiscono un "infarto lieve" si recano dal cardiologo. E’questo un dato veramente allarmante e da prendere in seria considerazione.
Francesco Chiarella, il coordinatore dello studio e dirigente nella struttura complessa di cardiologia degli Ospedali Galliera di Genova sottolinea la necessaria ed indispensabile presenza nei Pronto Soccorso di tutti gli ospedali di uno specialista in cardiologia in grado di saper leggere i primi segnali dell’attacco. Infatti, all’arrivo in ospedale la metà dei pazienti non presenta alcun dolore e tre quarti di essi non ha precedenti di cardiopatia ischemica. Inoltre, nel 305 dei casi chi arriva in ospedale con un attacco del genere ha un elettrocardiogramma normale o scarsamente significativo.
Il presidente dell’ANMCO, Alessandro Boccanelli, fa notare che "ben un paziente su quattro non riceve cure adeguate: solo il 50% si sottopone a coronarografia e di questi appena il 60% riceve un intervento di angioplastica".
Un fenomeno, quello dell'infarto "lieve", destinato ad aumentare, essendo la popolazione italiana in costante invecchiamento e considerando che il 69% delle vittime di questo tipo di infarto è costituito da pensionati e il 30% da ultrasettantacinquenni.
Le cause sono: ipertensione (65%), colesterolo alto (45%), familiarità (33%), diabete (28%) e fumo (26%). Un fattore positivo c’è: la dieta mediterranea ne dimezza il rischio. Quindi, un'alimentazione giornaliera a base di pesce, verdure, olio d'oliva, frutta e un bicchiere di vino rosso è la via più semplice verso la prevenzione.

(TgCom)
 
 


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