Si sbadiglia per empatia: è il risultato di uno studio condotto dallo psicologo Steven Platek della Drexel University a Philadelphia in Pennsylvania.
E' l'empatia che non ci fa resistere a sbadigliare quando vediamo qualcuno farlo. Un fenomeno cui assistiamo ogni giorno e che coinvolge fino al 60% delle persone. Lo studioso, sulla rivista Cognitive Brain Research, ha spiegato che immedesimarsi in maniera inconscia nell'altra persona, imitandola, è il risultato della capacità di identificarsi nel suo stato mentale. Tale studio è stato condotto reclutando un gruppo di persone e facendo guardare una serie di video che trasmettevano persone nell'atto di sbadigliare. In breve tempo, dal 40 al 60% delle persone che guardano non resistono e cominciano a sbadigliare a loro volta. Coloro che sono immuni al contagio sono individui con scarsa capacità di mettersi nei panni altrui, individui che mancano della caratteristica umana di mostrare empatia per il prossimo. L’esperto di ricerche sugli sbadigli alla Temple University di Philadelphia, Ronald Baenninger, sostiene che i risultati della ricerca trovano una spiegazione dal punto di vista evolutivo. Secondo questi lo sbadiglio può infatti aver aiutato i nostri antenati a coordinare i periodi di attività e di riposo.
Le cause dello sbadiglio continuano ad essere ancora non del tutto chiare. Baenninger conclude che è più verosimile pensare allo sbadiglio come ad un atto involontario volto a mantenere sveglio il cervellovisto e considerato che si sbadiglia quando si lotta contro il sonno o quando dobbiamo continuare a svolgere un'attività .