 Per la prima volta in Italia è stato utilizzato un laser a luce fredda per curare l'infarto. Con tale strumento è stato distrutto il trombo che occludeva l'arteria e si è impedita la formazione di microemboli nelle coronarie vicine. Scoperto il gene "regista" dell'infarto. La ricerca è stata condotta in collaborazione fra l'università italiana di Roma Torre Vergata e la statunitense università dell'Arkansas. Si tratta del primo gene finora noto che controlla il meccanismo della formazione delle placche aterosclerotiche che si depositano sulle pareti interne dei vasi sanguigni. Si apre la strada ai primi test genetici predittivo dell'infarto. Il gene-regista delle malattie cardiovascolari controlla il recettore chiamato LOX-1, che si trova nelle pareti interne di arterie e vene (endotelio). E' specializzato nell'attrarre come una calamita e nel legare a sé il cosiddetto colesterolo cattivo. Catturato da questo recettore, il colesterolo si annida e si accumula sulle pareti interne dei vasi sanguigni, formando le placche aterosclerotiche che sono all'origine delle malattie cardiovascolari e dell'infarto. Identificato in 253 tra pazienti che avevano avuto un infarto e volontari sani in Italia e Stati Uniti, questo gene è il primo scoperto che è in grado di indicare la predisposizione di una persona alle malattie cardiovascolari. Sono una dozzina le alterazioni del gene legate alle malattie cardiovascolari finora individuate dai ricercatori. Si apre quindi la strada al primo test predittivo per l'infarto. E’ opportuno precisare che il riconoscimento della presenza di un'alterazione genetica non sta ad indicare che automaticamente si avrà l'infarto. "E' molto importante considerare la presenza delle alterazioni del gene insieme a quella dei fattori di rischio legati al fumo, alla dieta o al diabete", affermano i ricercatori. (Il Nuovo – Il Sole 24Ore) L'infarto "lieve"
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