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Gli Asparagi

La primavera porta sulla nostra tavola ortaggi finalmente freschi e coltivati all’aria aperta senza bisogno di serre.Il piu’ interessante in questo periodo è senz’altro l’asparago. Appartiene alla famiglie delle gigliacee, e ve ne sono in commercio diverse qualita’, dall’asparago sardo a quello bianco ligure; ma attenzione: la qualita’ bianca è prodotta avvolgendo nella paglia il fusto edule dell’asparago(turione) evitando cosi’ la sintesi clorofilliana e ottenendo un colore bianco a mio avviso del tutto innaturale e inutile vista’ l’utilita’ della clorofilla.

L’asparago è un ortaggio importante per la nostra salute:è ricco in vitamina A,B e C, in acido folico(utilissimo per le donne in gravidanza) e in calcio e ferro.

Possiede spiccate proprieta’ diuretiche ma, vista la sua ricchezza in acido ossalico,è sconsigliato a tutte le persone che soffrono di calcolosi o di gotta.

Chi puo’ vada a raccogliere gli asparagi selvatici cosi’ presenti nei boschi toscani. Come per tutte le piante selvatiche i poteri terapeutici praticamente raddoppiano ma, soprattutto ,non conterranno tracce di diserbanti .Chi produce infatti asparagi a livello industriale spesso si affida all’uso di diserbanti chimici per eliminare le erbe infestanti che soffocherebbero l’asparago in coltivazione ..D'altronde per chi coltiva centinaia di ettari è impensabile che estirpi manualmente le erbacce; si affida a diserbanti che oltre a fare la festa a erbe indesiderate entra nella catena ecologica avvelenando vermetti e conseguentemente uccidendo lucertole,grilli, rondini che di vermi e insetti si cibano; avremo in produzione tonnellate di asparagi ma, sulla nostra tavola avremo anche tracce di questi veleni che l’ortaggio ha assorbito.Il discorso dei veleni chimici è veramente enorme e al di la’ della produzione industriale li troviamo spesso anche nei cosiddetti orticelli dei contadini magari a insaputa del contadino stesso; prima infatti gli appezzamenti agricoli erano enormi e spesso di propriet� di un unico padrone che decideva se fare trattamenti chimici oppure no;adesso questi latifondi sono spezzettati in miriadi di campetti di pochi acri , e se il signor Rossi non vuol dare veleno ai suoi olivi per la mosca olearia ricever� purtroppo addosso alle sue piante il veleno del suo vicino signor Bianchi. Quando infatti il trattore irrora gli alberi di pesticidi il vento la fa da padrone e i veleni chimici volano via per centinaia di metri depositandosi su piante di gente che magari voleva una sua agricoltura biologica.

a cura del Dott. Ciro Vestita