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Mesi fa un meraviglioso albero cosi’ caro ai fitoterapeuti ha avuto un articolo per le sue grandi proprieta’ medicinali addirittura sul Lancet,a tutti gli effetti il vangelo della medicina ufficiale: il GINKGO. Il ginkgo bìloba(con l’accento sulla prima i) e’ cosi chiamato perche’ le sue foglie caduche hanno due lobi. E’ l’unica pianta fossile che ci sia rimasta al mondo,l’unica pianta vivente cioe’ che noi abbiamo e che esisteva gia’ al tempo dei dinosauri.(ottanta milioni di anni fa). Questo albero è un grande mistero botanico:infatti non si ammala mai:è resistente alle malattie parassitarie, sai virus, e soprattutto all’inquinamento che invece ha fatto grandi stragi di alberi secolari(vedi querce in Lombardia). Per questo viene assiduamente studiato dagli scienziati, proprio per carpire i segreti delle sue difese immunitarie. Da secoli i cinesi usano le sue foglie per fare infusi utili contro la bronchite e la insufficienza vascolare degli arti inferiori,ma e’ soprattutto nella insufficienza cerebrale degli anziani che il ginkgo dà ottimi risultati:in tali persone infatti migliorano la difficolta’ di concentrazione e di memoria,la confusione, e la performance fisica. Ma anche altre prestigiose riviste si sono occupate del ginkgo quale ottimo rimedio nei confronti della malattia di Alzheimer. Ultimamente i gingkoleni estratti dalla corteccia vengono usati in pazienti con patologia asmatica. Io personalmente uso molto il ginko biloba anche nelle patologie venose degli arti inferiori insieme al rusco e all’ ippocastano: il senso di pesantezza nelle gambe scompare,migliora molto lo stato generale dei vasi venosi e arteriosi. Dove si trova questo albero? Un po’ ovunque in Italia,soprattutto in ville antiche e negli orti botanici. Ma le sue caratteristiche di resistenza allo smog hanno fatto sì (ad es. in Sicilia) che gli enti comunali ne favorissero l’impianto (insieme ai bagolari) in alberature stradali in quelle zone ove nessun altro albero resisterebbe allo smog. a cura del Dott. Ciro Vestita
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