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L’Aloe è una pianta della famiglia delle Aloeacee, una pianta carnosa che cresce nelle regioni aride dell’Africa del Sud e nell’Europa mediterranea, prediligendo climi caldi e secchi. Il termine Aloe indica oltre 300 specie diverse di piante grasse, che si distinguono per le caratteristiche del fusto e della lunghezza delle foglie.

Morfologicamente si presenta come un cespuglio con foglie di lunghezza variabile contenenti del gel che può essere colto tutto l’anno. La varietà più utilizzata è sicuramente l’Aloe Vera Arborescens, originaria del Nord Africa, un’erba perenne composta da un grande cespuglio il cui fusto raggiunge gli 80-100 cm di altezza e con foglie lanceolate e spesse, di colore verde o grigio-verde. I fiori hanno dei penduli e una corolla gialla. Le maggiori coltivazioni in Europa si trovano in Spagna, mentre nel mondo l’aloe è coltivata principalmente in alcune zone dell’Africa e dell’America Centrale.
Da un punto di vista chimico, possiamo distinguere tre grandi classi di componenti nell'Aloe:
1. Zuccheri complessi, che si trovano nel gel trasparente interno e hanno proprietà immuno-stimolanti; 2. Antrachinoni, si trovano nella parte verde coriacea della foglia e hanno un’azione fortemente lassativa; 3. Altre sostanze con un grande valore nutritivo, antinfiammatorio e analgesico, (come sali minerali, vitamine, aminoacidi, fosfolipidi, enzimi...).
Storia
L’utilizzo dell’Aloe risale al 3000 a.C., quando gli Egizi la chiamavano “la pianta dell’immortalità”. Esistono testimonianze relative all’uso di questa pianta anche tra i Sumeri.
Un gruppo di archeologi ha ritrovato a fine ‘800, nella città mesopotamica di Nippur in Iraq, un testo cuneiforme in alcune tavolette d’argilla, databili intorno al 2000 a.C. in cui si fa riferimento a una pianta dalle foglie che “assomigliavano a foderi di coltelli”, quasi sicuramente l’Aloe.
Lo studio approfondito su questa pianta però ebbe inizio solo nel 1959, quando Bill Coats, un farmacista del Texas, studiò un metodo per evitare i problemi di fermentazione e ossidazione dell’Aloe, aprendo la strada alla sua commercializzazione.
Proprietà e modalità d'impiego dell’Aloe
Numerose sono le proprietà medicinali e curative dell’Aloe:
• Proprietà antiinfiammatoria: aiuta a superare il processo infiammatorio e contribuisce a facilitare il movimento delle articolazioni e la mobilità muscolare; • Proprietà disintossicante: depura l’organismo e favorisce l’eliminazione delle scorie tossiche, depura e riequilibra in modo naturale alcune funzioni del nostro corpo; • Proprietà batteriostatica, girostatica, fungicida: ostacola la crescita di batteri, virus e funghi, aiuta quindi il nostro organismo a difendersi. • Proprietà rigenerante: aiuta nel processo rigenerativo della pelle e nella cicatrizzazione, ripara la pelle e la idrata combattendo l’eccessiva secchezza cutanea; • Proprietà antiprurito: dà sollievo al prurito; • Proprietà analgesica: dà sollievo al dolore, anche in profondità; • Proprietà antipiretica: ha un’azione lenitiva rapida sulle piccole scottature, tagli, graffi e irritazioni della pelle; • Aiuta la digestione e l’intestino: riduce il bruciore di stomaco, la gastrite, favorisce la digestione, combatte l’intestino pigro e migliora la regolarità intestinale.
I numerosi modi per utilizzare l’Aloe si basano tutti sull’utilizzo della fresca gelatina che è dentro la foglia dell’Aloe. Per ricavare questo gel dalla pianta, è necessario spezzare una foglia di Aloe e raccogliere la gelatina che ne esce, la foglia deve essere strizzata delicatamente. Il gel ottenuto può essere utilizzato come trattamento immediato per bruciature o piaghe.
Il succo giallo-marrone derivante dalla corteccia, contenente purgante contenuto in diversi lassativi, non va utilizzato in grosse quantità in quanto può irritare l’intestino. L’uso dell’Aloe non è consigliato per le donne in gravidanza, in quanto la somministrazione per via interna può avere una marcata azione purgante che potrebbe stimolare le contrazione uterine e portare all’aborto.
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