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L’artrosi o osteoartrosi è la malattia reumatica più diffusa e colpisce in egual misura entrambi i sessi, per l’80% dei casi persone anziane e per il restante 20% persone in età lavorativa. In Italia soffrono di questa malattia articolare degenerativa, cronica e progressiva oltre 4 milioni di persone.

Questa patologia distrugge lentamente la cartilagine articolare, non permettendo più la sua naturale funzione di far scivolare le articolazioni l’una sull’altra senza attriti. La cartilagine viene sostituita con un tessuto osseo notevolmente meno mobile, provocando forti dolori e infiammazioni. Il processo di queste lesioni degenerative è lento ma irreversibile. Le articolazioni maggiormente colpite sono quelle della spalla, dell’anca, del ginocchio, del polso, della colonna vertebrale, della caviglia e delle dita di mani e piedi. Tipi di Artrosi Tra le tipologie di artrosi possiamo individuarne principalmente due: l’artrosi primaria e quella secondaria.
Artrosi primaria: colpisce soprattutto gli anziani, in particolare quelli che geneticamente sono più predisposti. L’artrosi primaria è la tipologia più frequente, riguarda la maggior parte delle articolazioni ed è legata al tipo di cartilagine che risulta troppo fragile per tollerare un carico maggiore.
Artrosi secondaria: è legata ad un trauma o è la conseguenza di altre patologie (come il diabete). Anche un’alterazione della struttura scheletrica può provocare uno squilibrio nel carico del peso su un punto specifico, infatti l’artrosi secondaria al contrario di quella primaria non è generalizzata ma localizzata in un solo arto (un ginocchio, un’anca ecc…).
Questa tipologia di artrosi può colpire anche soggetti giovani o comunque prima dei quarant’anni in particolare gli uomini. A seconda della localizzazione dell’artrosi, essa viene denominata in diversi modi: artrosi cervicale (se interessa le articolazioni del collo), artrosi lombare (se colpisce le vertebre della schiena), gonartrosi (se colpisce il ginocchio), coxartrosi (quando è localizzata nelle articolazioni dell’anca) e rizoartrosi (quanto l'artrosi riguarda l'articolazione alla base del pollice). Le Cause Le cause variano a seconda che ci si riferisca all’artrosi primaria o a quella secondaria. Nel primo caso maggiore peso viene dato alla componente genetica che predispone il paziente alla patologia o comunque all’età che determina un deterioramento della cartilagine, mentre per l’artrosi localizzata le cause vengono individuate in malformazioni dello scheletro, anomalie congenite, eventi di tipo traumatico o altre patologie come diabete e obesità di cui l’artrosi è una conseguenza. I Sintomi I sintomi dell’artrosi sono il dolore, la rigidità delle articolazioni e la limitazione di alcuni movimenti. I sintomi si aggravano con l’evolvere della patologia. Inizialmente il dolore è avvertito soltanto durante il movimento dell’articolazione, in seguito insorge anche a riposo o durante il sonno. Con la degenerazione dell’artrosi il malato presenta una limitazione funzionale, in alcuni casi anche invalidante in quanto può essere ostacolata l’azione del camminare (se l’artrite interessa ginocchia e anche) e la destrezza e la forza necessaria per compiere attività quotidiane (se l’artrite colpisce le articolazioni delle mani). Diagnosi Fare una diagnosi precoce di artrite è molto difficile, in quanto i primi sintomi si avvertono quando le lesioni degenerative sono già marcate. Il paziente affetto dai sintomi tipici dell’artrite potrà procedere ad indagini radiografiche attraverso l’esame radiologico tradizionale, TAC, risonanza magnetica e esami di laboratorio. Elemento decisivo per una buona diagnosi è l’integrazione di consulenze dei vari specialisti, il reumatologo, il fisiatra, l’ortopedico e il neurochirurgo in modo da decidere il trattamento più indicato da intraprendere.  La terapia Essendo una malattia degenerativa cronica, dall’artrite non si può guarire del tutto. Le terapie sono però in grado di alleviare i dolori da essa provocati e di rallentare il progredire della patologia.
A seconda dell’articolazione colpita e dello stadio raggiunto dall’artrite varia il tipo di terapia applicata. Nei casi di artrite lieve saranno sufficienti:
• Correggere il proprio stile di vita, ponendo attenzione al proprio peso corporeo ed evitare eccessivi sforzi per le articolazioni; • Terapie personalizzate di fisioterapia; • Esercizi per rinforzare e allungare i muscoli; • Terapia termale • Laserterapia, magnetoterapia o elettroterapia. Se la patalogia è in uno stadio più avanzato sarà necessario ricorrere a farmaci antiinfiammatori non steroidei ad azione analgesica, condroprotettori in modo da rallentare il processo degenerativo. Si può ricorrere anche ad un trattamento infiltratico intraarticolare che consente di iniettare sostanze che hanno la funzione di lubrificare le articolazioni.
Quando il processo degenerativo della malattia ha portato il soggetto all’inabilità è consigliabile valutare la possibilità di intervenire chirurgicamente. In questo caso vengono posizionate delle protesi al posto dell’articolazione danneggiata, che migliorano notevolmente la qualità di vita del paziente per lungo tempo (nel 90% dei casi il paziente non ha ricadute anche dopo oltre 12 anni dall’intervento). Prevenzione Per prevenire l’artrosi possono esserci utili alcuni accorgimenti da tenere conto per il nostro stile di vita:
• Controllare il nostro peso corporeo, è un fattore determinante per la comparsa dell’artrosi che è legata appunto all’eccessivo logoramento delle articolazioni per un loro sovraccarico; • Svolgere regolarmente attività fisica; • Evitare di sottoporre le articolazioni a ripetuti traumi, come avviene in determinati sport o in determinate professioni; • Evitare di assumere posture scorrette o di compiere movimenti scorretti che sottopongono le articolazioni a uno sforzo non necessario, nel sedersi, alzarsi, camminare o nel sollevare pesi.
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