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Tumore dell'utero
Il tumore all’utero costituisce oggi purtroppo la neoplasia pelvica più frequente nella donna. In Italia si contano addirittura 7.700 nuovi casi ogni anno, divenendo così il quarto carcinoma per frequenza dopo quelli della mammella, del polmone e del colon.

L’utero, l’organo dell’apparato femminile che accoglie l’embrione nel corso della gravidanza, ha la forma di un imbuto rovesciato ed è formato dal collo o cervice, che rappresenta il diretto collegamento tra utero e vagina, e il corpo, ovvero la parte superiore, il cui tessuto più superficiale è chiamato endometrio.

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Il carcinoma all’utero è un tumore della post-menopausa, nonostante questo però possiamo registrare che il 25% dei casi si verifica prima della menopausa e addirittura il 2% nelle donne di età inferiore ai 40 anni.

Tipologie

A seconda della parte interessata dal carcinoma possiamo individuare diverse tipologie di questa malattia:


•    Carcinoma del collo dell’utero o cervice: si manifesta soprattutto nelle donne tra i 30 ed i 50 anni, è in sensibile diminuzione rispetto al passato. Questo tipo di carcinoma può essere in situ (se è limitato alla mucosa) o invasivo (se supera i limiti della mucosa e quindi è più difficile da asportare, è necessario in questo caso ricorrere alla chirurgia, alla chemioterapia o alla radioterapia).
•    Carcinoma del corpo dell’utero (endometrio): è al contrario del precedente, in netto aumento. Anche in questo caso può manifestarsi mediante una forma circoscritta o una forma diffusa.

Cause

ImageNon possiamo parlare di cause che portano al carcinoma dell’utero, quanto piuttosto ad una serie di fattori di rischio che variano a seconda della localizzazione del tumore e che possono favorire l’insorgere di questo tumore.


I fattori di rischio per il carcinoma del collo uterino sono: la precoce attività sessuale, la prima gravidanza in età precoce e le gravidanze multiple, la scarsa igiene sessuale, infezioni ginecologiche erpetiche.
I fattori di rischio per il carcinoma del corpo sono: la menopausa e le anormali perdite ematiche uterine durante la menopausa, la sterilità e le alterazioni dell’ovulazione.


Per quanto riguarda il tumore dell’endometrio, il principale fattore di rischio è l’età. Anche un alimentazione ricca di calorie e grassi e quindi l’obesità e il diabete possono favorire l’insorgenza del tumore dell’endometrio. Si calcola che nelle donne obese questa malattia è tre volte più comune.


Sintomi


Purtroppo questo tipo di cancro non dà sintomi clinici nelle fasi iniziali, per questo è fondamentale fare controlli periodici per avere una diagnosi precoce. I sintomi, che in alcuni casi sono riscontrabili quando si è già verificata la disseminazione ad altri organi, sono:


•    sanguinamento vaginale anamalo;
•    dolori nella zona pelvica o alla schiena;
•    perdita di peso inspiegabile;
•    debolezza;
•    dolori nei quadranti addominali.

Prevenzione e Diagnosi


Alcuni accorgimenti che possiamo adottare per ridurre il rischio di cancro all’utero riguardano l’alimentazione e le terapie ormonali. Dobbiamo seguire una dieta sana e mantenere il peso corporeo nella norma. Iniziare una terapia ormonale a base di estrogeni come la pillola anticoncezionale o la terapia sostitutiva in menopausa riduce sensibilmente il rischio di tumore dell’endometrio.


Come per tutti i tumori una diagnosi precoce è fondamentale per poter intervenire in tempo. I programmi di screening per il carcinoma del collo uterino sono rappresentati da un’effettuazione regolare del pap test e di un esame ginecologico. In età compresa tra i 25 e i 60 anni il pap test è consigliabile ogni 2-3 anni. Per quanto riguarda i casi di carcinoma del corpo dell’utero il pap test non riesce a diagnosticarlo, servono esami ginecologici più approfonditi.


La biopsia endometriale, consiste nell’introdurre nell’utero uno strumento molto sottile e flessibile passando dalla vagina per prelevare con un grattamento, alcune cellule che verranno aspirate da un tubicino e poi analizzate al microscopio.


La dilatazione con currettage permette di dilatare la cervice uterina per introdurre nell’utero un apposito strumento che raschierà la parete interna.


L’isteroscopia, è un metodo molto usato di diagnosi. Grazie ad una telecamera posizionata all’estremità di uno strumento inserito nell’utero, permette di visualizzare le pareti interne e di prelevare campioni di tessuto da analizzare.

Terapia

ImageIl trattamento primario di questo tipo di carcinoma è chirurgico. Se la zona interessata è diffusa solo localmente, l’operazione chirurgica può essere lo strumento risolutivo del problema. L’isterectomia è un’operazione che implica però la perdita di fertilità in quanto viene asportato l’utero.


Al contrario se la neoplasia è in fase avanzata, sarà indispensabile la radioterapia radicale esclusiva, ovvero la somministrazione di raggi ad alta energia che hanno il compito di uccidere le cellule malate.
Nei casi nei quali la malattia è in stato avanzato, i soggetti vengono curati con la chemioterapia.