|
La vitamina D appartiene al gruppo dei pro-ormoni liposolubili e può essere acquisita sia con l’ingestione che con l’esposizione ai raggi solari. È contenuta in ben cinque vitamine distinte: D1, D2, D3, D4, D5, tuttavia si trova maggiormente nella D2 e D3.
La forma sintetica della vitamina D2 è conosciuta come ergocalciferolo ed è utilizzata per vitaminizzare gli alimenti. La D3, invece, conosciuta col nome di colecalciferolo, è la forma naturale e la troviamo nell’olio di fegato di pesce, ma può essere prodotta sinteticamente dalla radiazione ultravioletta.
 La vitamina D fa parte di quel gruppo di sostanze nutritive che sostengono la crescita e la salute delle ossa: la sua funzione è soprattutto quella di promuovere la loro mineralizzazione. Inoltre, aiuta a sintetizzare gli enzimi presenti nelle mucose preposti al trasporto attivo del calcio disponibile ed è necessaria per una buona crescita dei bambini, in quanto, senza di essa, le ossa e i denti non calcificano bene. Frena la prolificazione delle cellule tumorali ed è importante per malattie come il diabete, l’ipertensione e la sclerosi. La vitamina D è preziosa per mantenere un sistema nervoso stabile, un’azione cardiaca e una coagulazione sanguigna normale, poiché tali funzioni sono collegate a una buona utilizzazione da parte dell’organismo di calcio e fosforo. Ha un ruolo importante durante la dentizione, in quanto è assolutamente necessaria per un buon sviluppo, crescita e rafforzamento della dentatura. Infine, previene la frattura dell’anca negli anziani ed è stata collegata alla difesa dalla depressione. È anche una vitamina antiraffreddore, infatti se i suoi livelli sono bassi il sistema immunitario è meno efficiente nell'uccidere i virus. Gli oli di fegato di pesce sono la maggior fonte naturale di vitamina D. Il latte di mucca, ma anche il latte umano, non ne contengono invece quantità sufficienti e devono perciò essere integrati o vitaminizzati. Il 90% della vitamina D presente nell'organismo viene prodotta in seguito all'esposizione ai raggi ultravioletti. E' importante però esporsi al sole con giudizio: bastano venti minuti al giorno.
La vitamina D se presa in dosi eccessive può essere molto tossica. Un uso eccessivo può  portare alla rimozione del calcio dalle ossa e a un accumulo nei tessuti molli, con la formazione di calcoli, come nei reni. Quantità eccessive possono determinare alti livelli di calcio e di fosforo nel sangue e una notevole escrezione di calcio nelle urine, e ciò provoca la calcificazione dei tessuti soffici, delle pareti dei vasi sanguigni e dei tubuli renali: tali disturbi prendono il nome di Ipercalcemia. Sintomi di dosaggio eccessivo, in forma acuta, si manifestano con frequente orinazione, perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea, stitichezza, debolezza muscolare, vertigini, stanchezza e calcificazione dei tessuti soffici del cuore, dei vasi sanguigni e dei polmoni e, nei casi più gravi confusione, ipertensione, insufficienza renale e coma. Invece, a una carenza di vitamina D consegue un inadeguato assorbimento del calcio da parte del tratto intestinale e una ritenzione di fosforo nei reni, apportando una mineralizzazione difettosa della struttura ossea. I sintomi della carenza di calcio sono uguali a quelli della carenza di vitamina D. L’incapacità delle ossa deboli di sopportare lo stress del peso si manifesta in deformazioni scheletriche. Il rachitismo, un disturbo osseo dei bambini, è un effetto diretto della carenza di vitamina D. Segni di rachitismo sono l’indebolimento del cranio e delle ossa, con inarcamento delle gambe e della colonna vertebrale, ingrossamento dell’articolazione del polso, del ginocchio e dell’anca, muscoli scarsamente sviluppati e irritabilità nervosa.
|